Intervista a Giorgio Reali, il maestro di giochi

Giorgio Reali e l'Accademia del gioco dimenticato

Oggi vogliamo parlare di giochi di strada, di giochi tradizionali fatti con pochi soldi e tanta creatività. Per l‘occasione abbiamo incontrato Giorgio F. Reali, fondatore dell’Accademia del gioco dimenticato al quale abbiamo fatto qualche domanda.

Giorgio si è da sempre occupato di giochi tradizionali, inizialmente solo per hobby. La sua storia inizia a Merano dove è nato e faceva il chierichetto. Aiutava suo zio che faceva l’animatore in parrocchia. Quando lo zio inizia a stare poco bene è lui che a 11 anni inizia a fare il maestro di giochi insegnando ai bambini che avevano sei o sette anni.

Toysblog: Ufficialmente quando inizi ad esercitare la tua passione?

G.R.: Nel 1986 ero un appassionato del gioco di Braccio di ferro anche se non sono altissimo. Quando ho visto il film ‘Over The Top’ con Sylvester Stallone ho avuto quel lampo di genio che mi aiuterà a diffondere il 'Braccio di ferro'.

Siccome nessuno sapeva arbitrare ho scritto tre, quattro lettere ai giornali come il ‘Bargiornale’, rivista a cui devo la mia vita professionale: io conoscevo le regole del gioco, bastava diffondere la notizia. Ho ricevuto 400 lettere da persone che volevano partecipare alle gare. Poi, se ne sono concretizzate solo un centinaio. Tra una gara e l’altra, nell’attesa parlavo con la gente del posto e discutevo con loro sui vari giochi, chiedevo informazioni per vedere chi avesse qualche nozione da trasmettermi.

Toysblog: E poi?

G.R.: In pochi anni, dall’’86 al ‘90 mi sono fatto un bagaglio di conoscenze infinito sui giochi di tutta Italia, ho incontrato molte persone interessate a fare animazione e al recupero dei giochi antichi, dal gioco delle biglie a quello dei tappi.

Ma le mode passano velocemente. A partire dal ‘90 facevo fatica a continuare a svolgere il mio lavoro. Inizialmente erano gli anziani, i nonni che mi chiamavano per fare animazione, mentre poi, diciamo negli ultimi 10 anni mi chiamano gli assessori, i politici che sono padri quarantenni di piccoli di sei o sette anni. Di questi tempi sono loro gli interlocutori che hanno piacere di ritrovare giochi antichi, giochi rari.

Inoltre sono dell’idea che i videogame creano delle caste: in una classe ci saranno 4 o 5 bambini che hanno l’ultimo nintendo o gameboy. Si crea una selezione per classi sociali: chi ha i soldi e chi non li ha. I miei giochi hanno la fortuna che si possono giocare con niente e chi non ha nulla ha più creatività rispetto a chi ha il denaro per comprare il videogioco di grido. I miei giochi hanno il merito della compensazione, della rivalsa.

Toysblog: Che tipo di giochi avete raccolto?

G.R.: Prevalentemente giochi per i bambini dai da i 6 ai 10 anni. Quelli con cui giocavano i ragazzini più grandi purtroppo sono ormai persi. Poi, abbiamo una serie di giochi per adulti, più che altro i giochi delle freccette e della fionda.

Toysblog: Come organizzi i tuoi momenti di animazione alle feste e alle sagre?

G.R.: Parto dal Il giardino dei Giochi dimenticati (ediz. Salani), il libro sui giochi che ho scritto, e che ha venduto di più tra i testi che hanno per argomento i giochi. Addirittura 7 ristampe. Secondo me ( ride)... essendo la stessa casa editrice dei libri di Harry Potter, i librai ricattano il cliente dicendo: se compri il libro di Harry Potter devi comprare anche ‘Il giardino dei Giochi dimenticati’, altrimenti non se ne fa niente!. E da lì insegno ai bambini come giocavano i loro padri e nonni, per strada e nei cortili.

Toysblog: Nella tua classifica dei giochi da salvare quale sceglieresti e perchè?

G.R.: Allora: abbiamo fatto un sondaggio qualche tempo fa e nella classifica dei giochi da salvare i bambini dai 6 ai 10 anni hanno scelto il girotondo e l’altalena.

Io metterei, senza dubbio, ‘il gioco dei cinque sassetti’ che permetteva alle maestre che seguivano i bambini di cinque e sei anni di capire se i piccoli avessero dei problemi di coordinamento o di mobilità.

Ti spiego: bisogna lanciare un sassetto in aria mentre gli altri quattro sono a terra. Contemporaneamente spostare uno che a terra e prendere al volo quello che era in aria. Poi, diventa sempre più difficile: tiri un sassetto ne sposti due, tiri un sassetto ne sposti tre. E’ un giochino facile da imparare. Poi, puoi coinvolgere i bambini che possono raccogliere il materiale ( i sassetti) dal giardino della scuola senza bisogno di comprare nulla.

Toysblog: Insomma, meglio il gioco del giocattolo?

G.R.: Sì. Io preferisco i giochi dove non serve nulla tranne la creatività: come ‘uno, due, tre, stella!’. Mi piace quando il bambino viene coinvolto personalmente nella costruzione del gioco.

Ti faccio un esempio banalissimo: ho preso dei bambini che non avevano mai giocato a scacchi. Con dieci di loro abbiamo giocato con degli scacchi già fatti, li abbiamo solo comprati. Con altri dieci abbiamo costruito i pezzi con i tappi di sughero, loro stessi hanno costruito l’oggetto del gioco; tra quelli che avevano avuto il gioco per regalo solo in due hanno finito la partita, mentre quelli che li hanno costruiti hanno finito la partita in nove. Non è una cosa caduta dal cielo. Dopo averci messo del tempo a costruirlo ci vogliono assolutamente giocare. Consiglio sempre ai genitori di non regalare oggetti ai piccoli, ma giocare assieme creando qualcosa con loro.

Toysblog: Quali iniziative avete in programma prossimamente?

G.R.: Le nostre iniziative sono organizzate per il 40% in lombardia per il resto in tutta Italia. Per esempio dall’11 al 17 giugno saremo a Villa Mozzanti a Roma per un campionato organizzato dal Comune di Roma, il 27 maggio saremo in Friuli, in occasione delle ‘Monelliadi’, le olimpiadi dei giochi dei monelli come la fionda, le biglie, i cerchi delle bici dove saranno coinvolte otto scuole elementari della zona. E ancora, saremo in Toscana.

Ma per i dettagli guardate il nuovo sito che abbiamo realizzato (assieme a Claudio Procopio, autore di giochi di società ludo-didattici, che condivide con me la passione e il lavoro dell’Accademia).

Il 27 luglio saremo al Parco Nord di Milano, e a luglio al Villaggio della Pace all’idroscalo di Milano. Chi ci vuole conoscere potrà venire e giocare in maniera gratuita (come quasi tutte le nostre iniziative), grazie alla Provincia.

Toysblog: Per chiedere informazioni sui giochi?

G.R.: Per informazioni su giochi specifici (qui ci sono le schede di una quarantina di giochi) basta inviare una mail a info@giocodimenticato.it e noi daremo tutte le informazioni possibili.

Se avete voglia di prendere parte alle iniziative vi rimando al sito per scoprire i prossimi appuntamenti. Buon divertimento!

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