Giacomo Santopietro: è italiano l'autore del gioco da tavolo di Death Note

giacomo santopietro Giacomo Santopietro è l'autore del gioco da tavolo di Death Note edito da Trofé Italia, che vi ho segnalato qualche giorno fa. Classe 1985, Santopietro lavora da anni nel mondo dei giochi, ma anche un grande appassionato di fumetti. L'incontro con il manga Death Note è stato un colpo di fulmine: ottima sceneggiatura, bella grafica e tematiche pazzesche, in un mix avvincente a cui è difficile resistere.

La passione per Death Note si incrocia ben presto con quella per i giochi da tavolo e di ruolo. Così, una sera, su un tavolo della sua Ludoteca a Ravenna, spunta il prototipo di un gioco. Una decina di ragazzi si guardano con occhio torvo nascosti dietro un mazzo di carte. Era nato il gioco di investigazione di Death Note.

Scopriamo con Giacomo Santopietro qualcosa di più su Death Note ICG.

Il gioco di DeathNote si ispira direttamente al fumetto?

In un certo senso sì, anche se chiunque veda la confezione o i componenti, si rende conto che rappresenta l’anime, la serie animata in onda su MTV, per intenderci. Essendo un titolo destinato ad un gruppo fino a otto giocatori, la scelta è caduta sui personaggi che caratterizzano la prima parte della storia di entrambe.

Il tuo gioco è veramente adatto a tutti?

Sì, se si è disposti ad accettare il fatto che i giocatori partecipano ad un gioco in cui esiste un quaderno della morte e l’obbiettivo del gioco è eliminare l’avversario, esattamente come avviene nella storia originale. L’ho concepito come un gioco di investigazione, basato sul mistero e sul bluff, dove ogni giocatore può non essere chi vuol far credere.

Te la senti di esprimere un tuo giudizio sul dilemma che il fumetto propone?

Beh, credo che ognuno debba avere una propria idea. Personalmente preferisco il personaggio di Light, quindi mi sono ritrovato a tifare per Kira durante la lettura della storia. Nonostante tutto, anche nel gioco ho cercato di non privilegiare nessuna delle due fazioni, cercando di mantenere quel senso di neutralità che con incredibile sagacia mantiene l’autrice per tutta la durata del racconto.

DeathNote ICG è un gioco violento?

Assolutamente no. Così come in Cluedo si parla di omicidi, non si può dire che siamo in presenza di giochi violenti. I romanzi di Agatha Christie o di Sir Arthur Conan Doyle sono per caso violenti?

Possiamo definire DeathNote ICG la tua prima opera: cosa si prova?

Sì, DeathNote ICG è il primo gioco che firmo come autore, ma sono già diversi anni che collaboro allo sviluppo di giochi che considero “miei” tanto quanto questo. Comunque sono molto contento di questa esperienza, che mi ha permesso di unire due passioni in un unico progetto. Ora mi dedicherò anche ad altri titoli, sperando che il gioco abbia un successo tale da richiedere un secondo “capitolo” che raffiguri la parte finale della storia narrata in DeathNote. Ho già pronte tutte le idee...

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