Giovedì d’autore: George Raymond Richard Martin e il successo de “Le cronache del ghiaccio e del fuoco”

Martin

Puntuale come sempre, Giovedì d’autore oggi si occupa di uno scrittore molto conosciuto in ambito fantasy che, da quasi dodici anni, porta avanti una delle saghe più belle del fantasy contemporaneo.

Stiamo parlando di George Raymond Richard Martin, scrittore del New Jersey classe 1948. Laureato in Giornalismo, amante dei fumetti e sceneggiatore di alcune saghe televisive (“Ai confini della realtà” su tutte), Martin riceverà in patria parecchi riconoscimenti e meriti per le sue opere (davvero tanti, come ricorda il sito italiano La Barriera) e. dopo ben 5 anni, vedrà pubblicato nel 1996 il primo libro della sua fortunata saga “Le cronache del ghiaccio e del fuoco”. Piena di colpi di scena e improvvise evoluzioni nella trama, la saga doveva inizialmente essere una trilogia ma l’autore, resosi conto che l’universo da lui creato era troppo vasto per potersi concludere in poche battute, ha deciso di prolungarlo ancora prevedendo la conclusione in sette volumi (fino ad ora ne sono stati pubblicati cinque).

Descrittivo ed emozionante, Martin ha studiato molto la storia delle casate medioevali europee e questo, all’interno dell’intreccio letterario, e rimarcato in più parti della narrazione. I personaggi principali sono davvero tantissimi ma questo, contrariamente a quanto si possa immaginare, non risulta dispersivo o caotico. Anzi, proprio grazie allo stile “realistico - medioevalesco” tipico dell’autore, i personaggi riescono ad intrecciarsi ed amalgamarsi perfettamente nelle varie situazioni a cui Martin li sottopone. E proprio la mancanza di un “personaggio principale” che affascina: l’idea di dare ad ogni personaggio un carattere ben preciso e delineato, la presenza forte delle tradizioni nobiliari e la grande abilità dell’autore di far morire o vivere ogni personaggio in qualsiasi momento che ha dato a “Le cronache del ghiaccio e del fuoco” il successo che merita. Aggiungete anche un tocco di mistero, la quasi assenza di magia (considerata alla stregua di un arte pericolosa e mortale) ed una vena di triste accanimento della vita che permea l’esistenza di ogni personaggio e potrete dire di avere tra le mani un romanzo di George Raymond Richard Martin.

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