Giochi da tavolo, Warhammer 40.000: l’Eresia di Horus, l'assedio del Palazzo dell'Imperatore

Continua la storia del gioco da tavolo Warhammer 40.000: ecco l'assedio del Palazzo dell'Imperatore durante l'Eresia di Horus.

Warhammer 40k con gatto

Warhammer 40.000 - Proseguiamo e avviamoci verso la conclusione dell'Eresia di Horus nel gioco da tavolo Warhammer 40.000. Gli sgherri del Signore della Guerra arrivarono sulla Terra, bombardarono dallo spazio il Palazzo delle Imperatore e invasero la Terra, scarsamente contrastati dai pochi membri della flotta lealista rimasta sul pianeta. Le Legioni Traditrici conquistarono gli spazioporti intorno al Palazzo, i cultisti cominciarono ad evocare Demoni Maggiori degli Dei del Caos e l'esercito di Horus sbarcò in massa. Ovviamente i Lealisti non stettero a guardare: nel corso dell'atterraggio distrussero numerose navi da sbarco e combatterono per salvare l'umanità.

Warhammer 40.000, Eresia di Horus: l'assedio del Palazzo dell'Imperatore

Il Palazzo dell'Imperatore venne così assediato e qui l'impeto delle forze di Horus si arrestò un po'. I Lealisti si trovarono di fronte un esercito notevole, formato non solo da Demoni e Space Marine del Caos, ma anche da vecchi amici traditori della Guardia. Avevano due scelte: essere uccisi o essere corrotti. Il Primarca Angron, diventato un Demone, chiese ai Lealisti di arrendersi. Molti di costoro volevano cedere, ma il Primarca Sanguinius della Legione degli Angeli Sanguinari comunicò al nemico che non ci sarebbe stata resa alcuna.

L'assedio ricominciò, le Forze Imperiali cercando di aprirsi un varco verso il Palazzo dell'Imperatore, ma le forze del Caos erano ovunque. Intanto Horus cercò di distruggere un settore delle mura per far entrare le sue armate. Intanto Jaghatai Khan decise di cambiare strategia: al posto di attaccare il centro dell'esercito nemico, decise di prendersela con lo Spazioporto "Cancello del Leone". Jaghatai Khan e le Furie Bianche riuscirono a conquistarlo dimezzando i rifornimenti e rinforzi del Caos. Horus ordinò al Primarca Mortarion e alla Guardia della Morte di riprendere lo Spazioporto, ma i due eserciti giunsero ad uno stallo. Le forze Lealiste cominciarono così a ritirarsi all'interno del Palazzo dell'Imperatore. Durante la ritirata, Sanguinius venne attaccato alle spalle con un Demone Maggiore, ma con uno sforzo titanico riuscì a distruggerlo e a chiudere l'Ultima Porta.

L'assedio in realtà durò solamente 55 giorni. Hours si preparò per scendere trionfante sul pianeta, ma dovette accelerare i piani perché gli Angeli Oscuri e le Legioni dei Lupi Siderali stavano per giungere in soccorso dell'Imperatore. Decise così di sfidare apertamente l'Imperatore: abbassò gli scudi della nave e l'Imperatore lanciò l'assalto alla medesima con Sanguinius, Rogal Dorn e diversi Terminator. Horus riuscì a sconfiggerli tutti e iniziò lo storico duello fra Horus e l'Imperatore.

All'inizio l'Imperatore non riuscì a impegnarsi del tutto, in fin dei conti quello era stato il suo figlio preferito. Venne gravemente ferito, ma si riprese quando vide Horus incenerire uno dei Terminator sopravvissuti: l'Imperatore capì che ormai Horus era perduto ed ecco che colpì Horus con tutta la sua forza, distruggendolo. A dire il vero l'attacco fu così potente che furono quasi distrutti anche gli Dei del Caos e i Demoni del Warp.

A questo punto Rogal Dorn riuscì a raggiungere il ponte: qui scoprì il defunto Sanguinius e l'Imperatore, ormai sull'orlo della morte. E' a questo punto che l'Imperatore diede a Dorn le istruzioni per costruire il Trono d'Oro, ma questa è un'altra storia.

Foto | jon_a_ross

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