Intervista con Simone Legno di TokiDoki

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Mostra Toki Doki Milano

Simone Legno è l’ideatore dell’universo TokiDoki, noto ai più per l’allegro mix di colori arcobaleno , teschietti e cuori e con una variegata popolazione di creature fantastiche, dove le faccine sorridenti o a volte impassibili sono applicate un po’ a tutto, diamanti e nuvole compresi.

Da questa iconografia è nato anche il merchandising di agende, vestiti e personaggi 3D che da almeno tre anni vediamo addosso a stuoli di ragazzini e teen agers.

Incontro Simone allo spazio Nastro Say Yes Milano, in via Corsico 3 e gli faccio qualche domanda sul suo percorso, una sequenza di eventi fortunati -ma anche di duro lavoro- che dalla street art e dall’amore per i cartoni giapponesi, lo ha portato a vivere a Los Angeles e a viaggiare per il mondo grazie alla sua arte. Ecco cosa mi ha raccontato:

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D - Simone tu vivi a Los Angeles, ma ti muovi molto anche in Oriente, come mai?
R - Sì vivo nel quartiere giapponese a West Los Angeles e amo il Giappone in modo particolare; è una passione che proviene da quando ero bambino e amavo tantissimo i cartoni animati dei robots.

D - Un’appassionato di giochi vintage, robot e fumetti come te, dove va quando si trova a Tokio?
R - Consiglio vivamente la stazione di Nakano broadway, qui c’è un palazzetto con una serie di negozi dove puoi andare a spulciare qualsiasi cosa, perchè sono altamente specializzati: robots, Uomo Tigre, Manga, Star Wars, si sa che i giapponesi collezionano tutto, soprattutto della cultura pop. C’è poi una specie di catena che si chiama Mandrake, dove hanno tutte le cose vintage, vecchi robot, dischi old school, sneakers e quant’altro…

D - Parlando dei progetti futuri di TokiDoki, vuoi dirci cosa c’è in arrivo?
R - L’azienda è in forte crescita e ci stiamo concentrando molto verso il mercato asiatico e la Cina in particolare, dove c’è un profondo interesse per questo genere di prodotti.

D - Come hai iniziato a fare questo lavoro?
R - Quando andavo all’università ho iniziato a disegnare i poster per i concerti, disegnando e rielaborando al computer le illustrazioni, lì ho capito che volevo fare questo e ho fatto tanti lavori diversi per pagarmi lo IED di Roma dove ho fatto il corso che mi ha fatto prendere il via.

D - Chiudiamo con i supereroi…
R - Sì, dopo Mazinga e Goldrake sicuramente vengono loro, infatti sono già due anni che collaboro con Marvel; amo molto i supereroi vecchio stile, e il più figo di tutti secondo me è Capitan America!

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