Barbie: lo spot con i papà che giocano, contro lo stereotipo di genere

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Mattel, casa di produzione di quella che è stata – e per certi versi lo è tuttora – la bambola più sessista del secolo scorso, continua con la sua operazione di marketing per abbattere ogni tipo di barriera. Dopo le Barbie multietnica, la Barbie “normale”, ovvero con qualche rotondità,  dopo la bambola che non è solo bei capelli e sorrisi ma è magari ingegnere o intraprende qualche mestiere considerato “da maschio”, arriva in occasione della Festa del papà uno spot pubblicitario che abbatte l’ultimo stereotipo. Ovvero che giocare a Barbie è una cosa solo per femmine.

“La domenica era per il football, ora invece interrompo tutto per giocare insieme con Barbie”, dice il papà nello spot intitolato “Dads Who Play Barbie”, papà che giocano con Barbie. Nello spot sono intervistati diversi padri che dichiarano come giocare con le Barbie con le loro bambine sia divertente, oltre che un modo per stare assieme a loro e aiutarle a crescere. Trascorrere con loro del tempo, un tempo investito bene, come dice lo spot: “il tempo che investiamo nel loro mondo immaginario, è il tempo che investiamo nel loro futuro reale”. L’operazione pubblicitaria  è stata lanciata nel Stati Uniti a gennaio durante i Playoffs NFL e ha l’obiettivo di raggiungere i papà e rafforzare i benefici del gioco fatto di fantasia e di narrativa che le bambine sperimentano con Barbie.

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La campagna pubblicitaria arriverà a breve anche in Italia; scopo dello spot è di non non conformarsi agli stereotipi e quindi che ai papà piace giocare con le loro figlie perché “condividendo con loro attività […]i papà dimostrano alle loro figlie quanto sono importanti  e quanto è importante tutto quello che fanno”. Ma non dimentichiamo però che alle ragazze piace anche giocare a calcio arrampicarsi sugli alberi, correre all’aria aperta.

 

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