Giocattoli, breve storia del divertimento

circa 1910: Four Edwardian children in a garden with their toys and a dog. (Photo by Hulton Archive/Getty Images)

E' nato prima l'uovo o la gallina? Non lo sapremo mai, ma sappiamo invece che i giocattoli sono nati con l'arrivo dell'uomo sulla terra, perchè la volontà di divertirsi è innata.

Tutto può diventare giocattolo, purchè il suo scopo finale sia quello di svagare, divertire e il più delle volte far comprendere ed insegnare qualcosa a chi lo utilizza, piccolo o grande che sia, uomo o animale.

Dalle bambole di pietra dell'antico Egitto, a quelle di pezza e ai soldatini di latta, ai giochi super tecnologici, la strada che ha percorso il giocattolo è stata lunga ma sempre divertente, creativa e fantasiosa. Tra i giocattoli più antichi c'è - udite udite - lo yo-yo, che pare risalga alla Cina di 2500 anni fa.

Dal giocattolo singolo alla produzione seriale bisogna attraversare qualche secolo: la maggior parte degli storici ritiene infatti che la prima produzione commerciale, in particolare di bambole, sia cominciata in Germania, nel XV secolo a Norimberga, dove ancora oggi si svolge la Spielwarenmesse, la Fiera del Giocattolo più famosa al mondo nonchè il più importante evento del settore dei giocattoli. Norimberga è da sempre la città emblema del gioco: già nel 1793 il commerciante di giocattoli Bestelmeier aveva a disposizione nei suoi cataloghi più di 12.000 articoli.

Agli inizi del 1800 nascono fabbriche di produzione di giocattoli anche in Francia e in Inghilterra, mentre in Italia c'erano ancora le botteghe d'artigiani che costruivano bambole, marionette e altri balocchi per i bambini più ricchi. I più poveri, invece, realizzavano da soli i propri strumenti per il diletto, come palle di stracci, bambole di pezza, legnetti. La prima fabbrica di giocattoli italiana risale alla fine del 1800 ed è la Furga, con una produzione numericamente più limitata rispetto ai milioni di testine di bambole che ogni giorno, nel 1893, venivano sfornate a Sonneberg.

Le nuove tecnologie, poi, non hanno fatto altro che affiancarsi ai tradizionali giocattoli, trasformandoli e rendendoli più sofisticati, interattivi, ma alla base di tutto resta sempre quello: il divertimento.

TO GO WITH AFP STORY BY MARIE GIFFARD Kalys and Athena play with toys on November 4, 2015 in Paris. AFP PHOTO / THOMAS SAMSON (Photo credit should read THOMAS SAMSON/AFP/Getty Images)

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