Lego chiude con Shell grazie a Greenpeace

Lego chiude la collaborazione con Shell rispondendo con un passo indietro alla campagna mediatica lanciata da Greenpeace.

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Greenpeace vince, e Lego chiude la collaborazione con Shell. Il video postato da Greenpeace per convincere Lego a chiudere la collaborazione con Shell, responsabile delle trivellazioni dell'Artico, ha sortito l'effetto sperato. Nel video Lego: Everything is NOT awesome si vede il paesaggio artico che viene progressivamente e drammaticamente ricoperto dal petrolio.

In effetti all'associazione ambientalista, la partnership non andata giù, e ha accusato l'azienda danese produttrice di mattoncini di "approvare" l'inquinamento anbientale dell’Artico.

Come è possibile educare alla difesa dell'ambiente i nostri piccoli quando l'azienda che produce i mattoncini Lego è la prima a non sostenere la filosofia ambientalista?

Dolo la lunga campagna mediatica (il video su youtube ha raggiunto oltre 5 milioni di visualizzazioni), la petizione collegata, e le manifestazioni di protesta organizzate nel mondo hanno portato alla chiusura della collaborazione. In effetti proprio ieri il colosso danese dei giocattoli ha annunciato che non rinnoverà l’accordo con Shell una volta scaduto quello firmato nel 2011.

John Sauven, direttore esecutivo di Greenpeace UK nel corso di un'intervista al Guardian commenta così il risultato:

"La nostra campagna ha ottenuto una risposta straordinaria da parte del pubblico, che ha giudicato del tutto inappropriata la collaborazione fra un’azienda di giocattoli come la Lego e una compagnia petrolifera e ci auguriamo che questo risultato spinga altre aziende che collaborano con Shell a ripensare alla loro partnership. E’ chiaro che la strategia di Shell sia quella di tentare di cavalcare la credibilità di altri marchi, così da poter essere associata a valori positivi ma come abbiamo dimostrato, se non riesci a farla franca, poi il danno è enorme".

Potremo finalmente spiegare ai nostri figli che Lego, capace di costruire i sogni di adulti e bambini, ha deciso di fare un passo indietro anche per i più piccoli.

Via | Corriere

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