
A prima vista potrebbe sembrare un giocattolo meccanico o anche un arto dell’androide Terminator, personaggio della fortunata saga cinematografica e fantascientifica. In realtà è una protesi risalente al diciannovesimo secolo. L’immagine è presente sul sito di Science Museum. Realizzata in acciaio e ottone, questa protesi è articolata all’altezza del gomito e del polso che può essere ruotato e piegarsi in alto e in basso. Le dita possono anche piegarsi e raddrizzarsi.
Ha un aspetto piuttosto lugubre e probabilmente ai tempi veniva coperto con un guanto. L’oggetto che fa parte della collezione del Wellcome Trust sembra molto particolareggiato per essere stato usato in quel periodo. Se lo avesse ritrovato una certa Sarah Connor in una pressa ormai in disuso, non ci meraviglierebbe.
[via Neatorama]

Come mi piacerebbe avere come compagno di giochi e avventure Doraemon, il gattone spaziale, dalla tasca quadri-mensionale da cui tira fuori una serie di strumenti tecnologici buffissimi con cui aiuta Nobita, nati dal estro della mangaka Fujiko F. Fujio e noti per l’anime anni ‘80. Sono spesso gelosa di Nobita, il bambino che aiuta continuamente e cerca di togliere dai guai, grazie ai suoi strumenti con i quali solitamente crea solo ulteriori pasticci. Ma è troppo divertente.
L’amore per Doraemon è grande da noi, ma è veramente smisurato in Giappone dove il robot è un vero e proprio mito. Al personaggio sono dedicate mostre e spesso statue come in questo caso: l’immagine al top del post mostra il gatto in pietra, sulla porta di un locale a Tsukushima nella città di Tokio. Sarebbe bello portarselo a casa: forse, però, è un po’ troppo pesante.
[via Shibuya246]
Se siete amanti del vintage e vi piace mostrare a tutti le vostre passioni più nascoste perchè non divertirvi e divertire portando con voi degli amati robottini?
Se avete la passione per i robot dei decenni passati con cui i collezionisti riempiono gli scaffali navigando in rete in cerca del pezzo più raro e introvabile, ma non avete nè tempo nè denaro per raccogliere i modelli più interessanti, ho scovato sullo shop online Dawanda delle spillette con robot in feltro.
Le spille targate funkypix hanno catturato la mia attenzione e forse cattureranno anche la vostra. Le spille sono originali, carinissime, e spiccatamente kawaii. Potete scegliere il robottino (che misura 3,5 x 3,5 cm) in tre colori, marrone, viola e nero al prezzo di 6.50 euro l’uno. Il piccolo robot é dotato di occhi, bocca, e un piccolo simbolo giallo sul petto. Daranno un tocco unico al vostro look: provare per credere.
[via Supecutekawaii]
I giapponesi sanno come tirarci su con giocattolini teneri da mettere sulla scrivania con cui rallegrarci e rilassarci ogni tanto. E’ il caso di questo funghetto (perfetto per me che sono appassionata dei compagnucci di Super Mario) chiamato Kinopuyo, un personaggino robotico interattivo, che balla e si illumina. Il bel tipetto é tenero, amabile, e dotato di sensori che rispondono alle vibrazioni e vi permette di interagire con il vostro nuovo amico. Guardate il video al top del post: meraviglioso il funghetto rosa! Kinopuyo dovrebbe essere nei negozi in Giappone e online su JapanTrendShop da fine novembre. Dalle nostre parti…chissà se arriverà mai.
E’ un camion dell’immondizia ma é veramente simpatico. Successore di Rocky The Robot Truck, Stinky é interattivo, si muove verso la vostra voce e interagisce con luci e suoni. E’ facile da maneggiare e i bambini dai 3 anni in su ne andranno matti! Il veicolo-robot ha caratteristiche avanzate, sensori e punti di contatto. Ha punti di articolazione incredibili. E’ proprio come un camion della spazzatura classico che gira per caricare e scaricare rifiuti, ma in più ha una spiccata personalità: parla, racconta barzellette, mangia, canta ed è sempre pronto a giocare. Va pazzo per la spazzatura ed esulta ogni volta che ne inserite un po’ nell’apertura superiore. E’ in vendita a partire con le batterie incluse nel prezzo su amazon ($54.97). Il video al top del post é tratto dal New York Toy Fair 2010.
I robot giapponesi sono la mia passione e quando ne trovo di piccoli impazzisco dalla gioia.
Oggi ne ho scovato un tipo delizioso della serie di retro robot targati Super7 che fanno da pennetta Usb. In occasione del Comic-Con la casa produttrice lancia un nuovo modello in esclusiva per la manifestazione di San Diego.
Il robottino Nekobot ricolorato per l’evento in arancio e nero ha 2GB per immagazzinare i dati, ha le luci sul petto, e gambe e braccia mobili. Ha il cuore spezzato, le mani e le corna e gli occhi in giallo. Magari ad esserci a San Diego: per 25 dollari il robottino retrò sarebbe mio e avrebbe un posto particolare sulla mia scrivania!
[via HelloVinyl]
Avete mai pensato di andare in skate senza fatica? In Giappone hanno ideato uno skateboard robot sviluppato da Shibaura Institute of Technology di Tokyo eccezionale, e non si tratta di uno skate elettrico ma robotico.
Il prototipo pesa 15kg, è largo 30cm, lungo 60cm e alto 25cm. Questa macchina può muoversi per le vie della città senza che lo skater tiri fuori una sola goccia di sudore. Basta appoggiarsi in avanti e indietro per muoversi.
La velocità può essere controllata spostando il peso corporeo. Per esempio, quando mettete il vostro peso su uno o l’altro dei vostri piedi, lo skate accelererà automaticamente. Ci sono sensori su tutti e quattro gli angoli del bordo, motori (e rotelle) ai lati e un computer di controllo nel mezzo. Lo skate robot é adatto agli skater che pesano fino ad un massimo di 80kg e può essere usato continuativamente per circa un’ora con una singola carica. Gli sviluppatori hanno in mente di portare il prezzo a circa $1.000 prima di produrlo in massa dal 2013. Mi piacerebbe provarlo…
[via JapanSugoi]
I mini Big Boss Robot di Giant Robot contenuti in blind box debutteranno al Comic-Con. Le simpatiche figure mascotte di Giant Robot Magazine hanno parecchi punti articolati e le parti del corpo smontabili per divertirsi a mixare. Ci sono dodici design e undici colori diversi + bonus.
Hanno le braccia, le gambe e la testa che ruotano a 360 gradi. Per i collezionisti c’è una scatola completa dei 12 robottini. Se acquistate la confezione completa al Comic-Con avrete un sacchetto in regalo stampato, a edizione limitata. Magari essere lì per quell’occasione.
Date un’occhiata al video promo in stop motion, dopo il salto, dove i robottini vi regalano un mini show. Per sapere quando saranno disponibili online stay tuned sul sito ufficiale.
[via VinylPulse]
Continua a leggere: Big Boss Robot: i robottini intercambiabili e articolati di Giant Robot
Tarboy é un filmetto che ho trovato in Rete realizzato in flash da James Lee. Parte quasi come una favoletta che un nonno robot racconta al suo nipotino Billy prima di andare a letto. Il vecchio robot racconta di un periodo in cui gli uomini avidi guidavano il mondo forzando e costringendo i robot a lavorare ininterrottamente. Quando i robot vengono gettati nella discarica l’anima dei robot fusi nei pozzi di catrame si reincarnano nel corpo di Tarboy, un ragazzo fatto delle anime di milioni di robot che cercano vendetta. Combattimenti, esplosioni con un vivace sottofondo musicale composto da Hania Lee. Seguiamo il suo viaggio fino all’inevitabile sconfitta. Sicuramente non é la favoletta giusta per rilassarsi prima di dormire.
E’ un corto che non interesserà i maggiori festival di animazione ma io lo trovo geniale, e la diffusione via web lo ha aiutato ad avere un buon successo su youtube. Il cartoon 2d dallo stile minimalista diventerà un vero e proprio film. Attendiamo di conoscere gli sviluppi sul sito ufficiale del cartoon.
[via CartoonBrew]
Gundam é un robottone tanto amato e i fan si sbizzarriscono realizzando paper craft molto ispirati, anche se di altre dimensioni. oggi ho scovato un pezzo unico, un paper model alto più di 1 metro e 20. L’autore della scultura di carta ha stampato 175 pagine su cui erano contenuti 500 pezzi con cui ha costruito il robot. E’ un lavoro magnifico con colori e dettagli perfetti, proprio come quelli del Gundam Fredoom originale (qui potete vedere un video dell’anime), il robottone di oltre 18 metri che appare nella serie animate “Mobile Suit Gundam SEED”(2002) e “Mobile Suit Gundam SEED Destiny”(2004).
In più é provvisto di una serie di armi stilizzate ma ideali per difendersi dai nemici. Il creatore di Gundam, Tares Lesko, ha impiegato due mesi per ultimare l’opera. Il video velocizzato di quasi 4 minuti, al top del post, mostra l’intero processo di costruzione dall’analisi del modellino orginale, alla stampa delle pagine, al modello 3d finito.
Avevamo parlato già di una scultura gigante di Gundam (in plastica però) ma per realizzarlo di carta serve una cura e una dedizione assolute. Meraviglioso.
[via Gizmowatch]